Parliamo di sensori
Con l'avvento dell'elettronica tradizionale ma soprattutto dei più recenti sistemi ad elaborazione numerica (microprocessori- microcalcolatori e di conseguenza il sistema DCC) i nostri plastici sono ormai diventati terreno fertile per tutta quella parte di costruttori grandi e piccoli di sistemi digitali nati per la gestione del traffico ferroviario.

Un tempo tutto il traffico era gestito da relè elettromeccanici che facevano del loro pesante e rumoroso ticchettio un contorno musicale allo sferragliare dei treni sui binari da noi posati con cura. Ma chi comandava questi rumorosi e fiammeggianti relè?
Il tutto era affidato a quelli detti da noi pedalini che Rivarossi mise sul mercato per far si che il comando del relè fosse generato dal treno in corsa.
Purtroppo questi pedali mostravano una debolezza meccanica ed ecco allora comparire le rotaie di contatto o meglio le controrotaie che trasmettevano tramite un ponte elettrico della ruota con la rotaia il comando al dispositivo.

Con l'avvento dei primi circuiti elettronico - meccanico sono comparsi i contatti in ampolla detti reed ancora oggi utilizzati in grande quantità ma che per essere stimolati hanno bisogno di un campo magnetico.

Per ottenere tale risultato è necessario un magnete da applicare sotto la motrice o sotto qualche altro elemento rotabile utilizzando colle cianidriche o altro con la conseguenza di alterare la struttura meccanica ed estetica del veicolo preposto.

Molte volte questa soluzione, comunque valida ed applicabile facilmente, ha causato qualche inconveniente, in particolare il contatto all'interno dell' ampolla è sottoposto a stress sia meccanico che elettrico, inoltre l'involucro è in vetro è quindi meccanicamente debole.
Un deragliamento in corsa può causarne la rottura con le conseguenze che si possono immaginare.

A questo punto cosa di meglio di un qualcosa di piccolo robusto senza parti meccaniche in movimento e che si possa utilizzare con i sistemi di controllo e segnalazione più diffusi nel mondo del modellismo ferroviario?

Per rispondere a questa domanda la moderna tecnologia ci può aiutare in vari modi con sensori di prossimità magnetici, ad effetto Hall, a presenza di corrente, a riflessione ed altro.

Tra quelli elencati il sensore a riflessione rimane quello di gran lunga il più affidabile sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista elettrico in quanto immune da qualsiasi interferenza elettromagnetica sia di modo condotto (via filo) che irradiato (radio-disturbo).

Questa tipologia di sensore di rilevamento treno di cui andremo a parlare, è stato realizzato da un gruppo di tre ferromodellisti di Bergamo e provincia che si celano dietro la sigla B2M e consta di un circuito adatto da inserire in mezzo ai binari sia per la scala H0 e di uno adatto per la scala N e di una scheda elettronica atta a gestire fino a quattro sensori.

Il principio funzionale come già detto è quello della riflessione e precisamente quando il treno transita sopra il sensore la parte ricevitrice dello stesso legge il fascio emesso dell'emettitore che è riflesso dal fondo cassa della motrice o da qualche altro elemento componente il convoglio.

Al fine di raggiungere il massimo livello di riflessione, è opportuno colorare di bianco o di un colore chiaro lucido un punto del fondo cassa dell'unità prescelta a riflettere, oppure applicare una strisciolina adesiva di colore grey Kodak o tendente al bianco.
è importante che il fondo colorato e/o la strisciolina siano il più possibile lisci per evitare riflessioni spurie al di fuori dello spazio ricevitore.

Nel caso in cui il colore del fondo cassa fosse diverso dai colori scuri come spesso accade per le locomotive a vapore che lo hanno di colore rosso, e se la distanza dal punto più basso del fondo al piano traverse del binario è minore di 8 mm non è necessaria alcuna azione di quelle sopra descritte.

Una volta eseguite le operazioni di cui sopra si può mettere la motrice sui binari verificando la qualità della riflessione.

La verifica deve essere fatta facendo viaggiare la motrice alla massima velocità di esercizio prevista sull' impianto verificando che il led verde relativo al canale stimolato si accenda in modo netto e ben visibile.
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